ICNP Short – Coraggio e Qualità (Sampdoria 2-1 Spezia)

Ah, che amarezza! Una partita sporca, orribile, ma che abbiamo avuto in pugno per 90 minuti senza riuscire mai ad affondare il colpo. Il motivo? Scopriamolo insieme. Precisiamo inoltre che questa partita, come avverrà per altre in futuro, sarà analizzata in una versione ristretta, senza pagelle o lunghe digressioni, tanto per l’indisponibilità dei nostri inviati a seguire il match quanto perché oggi non c’è sinceramente molto da dire. Cari lettori, sentiamo fin da qui la vostra disperazione, sappiamo bene che amate le nostre fantastiche pagelle, ma non temete: martedì, per il derby col Genoa, torneremo più carichi che mai! Ricordate: sempre e comunque forza Aquile!

Sampdoria 2-1 Spezia

15′ O.G. Gyasi (SAM), 36′ Candreva (SAM); 90+5′ Verde (SPE)

Ammonizioni: Bereszynski, Colley, Candreva (SAM); Hristov (SPE)

Come detto in precedenza, è una sconfitta che brucia. Basta dare una rapida occhiata alle statistiche per capire il dominio dello Spezia: 7 tiri in porta a 2, 13 calci di punizione a 6, 8 calci d’angolo a 0 e soprattutto il 71% di possesso palla medio, SETTANTUNO.

É alla luce del sole la brutta prestazione dei padroni di casa, ma resta il fatto che hanno vinto loro: perché?

Perché la Sampdoria ha una cosa che lo Spezia, per forza di cose, non ha ancora: un organico da Serie A. Una rosa non solo di buoni ma di ottimi giocatori, tra cui spiccano anche diversi campioni, come lo stesso Candreva, oggi determinante: una rosa di qualità, a tal punto che il Mister D’Aversa si toglie anche lo sfizio di relegare Fabio Quagliarella in panchina per 87 minuti. Una rosa da decimo posto, sfruttata in questo momento al minimo delle sue possibilità da un allenatore che deve ancora trovare la quadra, eppure quel minimo basta a trovare due gol che ti decidono la partita.

Lo scontro, infatti, non era ad armi pari, ma questo non si metteva neanche in discussione alla vigilia. Ecco perché lo Spezia, in mancanza di qualità, doveva far valere un’altra caratteristica; il coraggio. Puoi stare venti minuti con la palla al piede, magari nessuno te la toglie, ok, ma se tu non segni e loro alla prima occasione lo fanno (il secondo nasce da un errore grossolano nostro, ma non soffermiamoci su questo), loro vincono. Molto semplice. Quando arrivi davanti alla porta non puoi limitarti al palleggio sterile o ai cross casuali, DEVI CALCIARE! E se loro la respingono, fallo di nuovo! E se lo rifanno, di nuovo! E di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, finché il muro difensivo, come tutti i muri che si rispettino, non viene abbattuto. Oggi questo lo Spezia lo ha fatto solo a metà, limitandosi spesso e volentieri a tenere il palleggio e aspettare un varco nella difesa doriana, varco che non si è mai aperto. Thiago Motta ha puntato troppo sul sistema di punte Antiste-Salcedo (oggi male entrambi), lasciando troppo tempo in panchina un giocatore come Verde, uno dei pochi che a qualità se la giocava con gli avversari: difatti, come per magia, entra Verde e, provando a calciare da fuori, trova un golazo all’incrocio.

“Il calcio è uno sport molto semplice”, come dice sempre Max Allegri: oggi, contro un avversario catenacciaro ma di grandi qualità offensive, serviva una migliore prestazione non tanto sul fronte del palleggio, ma su quello della finalizzazione, sul quale c’è tanto ma tanto da lavorare.

La fiducia sul Mister? Intatta, come sempre, ma le gare iniziano a diventare sempre più difficili, e “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”. Martedì ospitiamo al Picco il Genoa, in una partita non solo molto sentita ma anche cruciale nel nostro percorso: una vittoria ci garantirebbe un rassicurante balzo in avanti, una sconfitta qualche goccia di sudore. Vogliamo un grande Spezia, che lasci tutto sul campo: Mister, vatti a prendere questa vendetta su quelli che ti hanno cacciato.

Sempre e comunque, ora più che mai, FORZA AQUILE!

Francesco e Mattia

Nonostante la mancanza delle pagelle, ci sembra giusto assegnare la “Pagella Bonus”, che oggi va meritatamente (di nuovo) a:

I 1500 a Genova 10 e lode: assordanti sempre, silenziosi mai. In un momenti in cui le difficoltà non mancano, non manca neanche il loro sostegno e la loro costante vicinanza a squadra e società, tanto in casa quanto in trasferta: avrebbero meritato un venerdì sera migliore. Grandi.

E voi, avete visto la partita? Cosa ne pensate?

Vi ringraziamo per la vostra attenzione e vi auguriamo un buon proseguimento di giornata.

Mattia Bon e Francesco Chiappini, 2^EU