Qui gatta ci Kova (Spezia 2-1 Salernitana)

ABBIAMO VINTO NOI! Il Thiagomottismo trionfa sul male con una super rimonta nel secondo tempo e “o tir a gir” di Viktor Kovalenko a quindici dalla fine ci regala una vittoria non solo fondamentale, ma anche cruciale in classifica. Come se non bastasse, i nostri inviati Francesco e Mattia si sono goduti la festa direttamente allo stadio! No, la scuola non ha pagato neanche questa volta, confidiamo maggiormente, in futuro, nella società Spezia Calcio. Se siete interessati per i prossimi incontri siamo disponibili a foto e autografi: non sarà difficile trovarci, siamo quelli brutti 😉. Direi di non perderci in ulteriori chiacchere e lanciarci nell’analisi del match: sempre e comunque, nelle gioie e nei dolori, nelle vittorie e nelle sconfitte, al Picco e fuori casa, FORZA AQUILE!

Spezia 2-1 Salernitana

39′ S. Nwankwo (SAL); 51′ Strelec (SPE), 76′ Kovalenko (SPE)

Ammonizioni: Gyasi, Manaj (SPE); Obi, Coulibaly, Ranieri (SAL)


Strelec è il classico bravo ragazzo che aiuta la vecchietta in autobus, Kovalenko invece sembra perennemente infelice.
Saranno gli zigomi.

Riflessione a caldo:

Vittoria fondamentale per lo Spezia. Tre punti che risollevano la posizione in classifica e tranquillizzano tifosi, squadra e allenatore, il quale è stato messo alla prova con questo scontro salvezza, decisivo per una possibile permanenza aquilotta nella massima serie.

Prestazione molto altalenante della squadra, che è passata da un momento di buio totale nei primi quarantacinque, subendo il gol di Simy e un assedio costante dalla formazione campana, al secondo tempo, in cui la squadra è completamente rinata anche grazie ai cambi di mister Thiago Motta, che ha trovato un grande Podgoreanu e, come contro il Milan, un costante Daniele Verde.
Tre punti che fanno tirare un sospiro di sollievo.

Sempre forza Spezia!

Mattia

Salva Ferrer e Ivan Provedel, due tra i migliori. Scopriamo subito il resto dei voti.

Le Pagelle

dei tre punti!

Spezia (4-2-3-1): 7

Provedel 7: il voto racchiude molto più della prestazione. Ivan Provedel è un uomo, per giunta papà, che dopo essersi meritatamente conquistato il posto da titolare l’anno scorso è stato relegato fin dal primo giorno di gestione Motta a secondo portiere (una delle poche scelte che non ho mai perdonato al Mister). C’è di più: per tutta l’estate è stato sull’uscio, con la dirigenza che ha provato in tutti i modi (a quanto è stato tralasciato dai media) a cederlo al miglior offerente, rimanendo però a mani vuote. Dunque il campionato inizia, e Ivan lo guarda dalla panchina, in silenzio, senza una parola di troppo, senza una polemica sterile: nelle prime sette partite, con Zoet tra i pali, prendiamo la bellezza di 19 (DICIANNOVE) reti, una media di quasi tre a partita, togliendoci anche lo sfizio di due goleade (6-1 della Lazio e 4-0 a Verona). Allora, con la pausa delle nazionali, Thiago Motta fa la scelta giusta: complice il mancato trasferimento di Mirante, divenuto sposo del più blasonato Milan, con la Salernitana gioca Provedel. E la tifoseria apprezza: perché Ivan non avrà l’esperienza, il blasone o il palmarés di Zoet, ma ha pazienza, e rispetto per la maglia, che si merita di indossare. Una partita in cui trasmette sicurezza, tra uscite e un bel miracolo su Simy, mentre è incolpevole sul gol. Ora il posto è suo, e Zoet dovrà sudare per toglierglielo.

Salva 7: bentornato, caro vecchio Salva. Torna finalmente a fare il terzino, il suo ruolo, e si nota da subito la differenza: pendolino costante tra attacco e difesa, fa partire mille cross ed è preciso in fase d’impostazione, uomo in più della partita. Grandissimo.

Nikolaou 6+: non la partita perfetta (poteva fare meglio sul gol, per esempio), ma è solido e spesso mette una pezza in situazioni pericolose. E in più si vince, dunque il voto resta positivo.

Hristov 6-: a differenza del suo compagno di reparto non mette così tante pezze e soffre di più. Deve crescere molto, moltissimo, ma oggi non mi sembra giusto mettere insufficienze.

Gyasi 6+: voto difficile da dare. Ha un compito estremamente arduo, quello del terzino, in assenza tanto dello squalificato Bastoni quanto dell’infortunato Reca: promosso a metà, tra strappi importanti e sbavature. Nel secondo tempo va in calando, così il fulcro del gioco passa sulla fascia opposta. Il “più” va alla duttilità e all’impegno che questo ragazzo mette in ogni partita: Big Papa nel cuore.

Maggiore 7+: issare le vele! Il Capitano è tornato, e la sua impronta si nota: nessuna giocata straordinaria, ma tanto cuore e la sua grinta ci permettono spesso e volentieri di guadagnare fallo o impostare l’azione. O Capitano, mio Capitano, quanto mi sei mancato.

Kovalenko 7,5: come il migliore dei maghi, tira fuori il coniglio dal cilindro quando meno te lo aspetti. Un primo tempo anonimo, molle, dettato dalla sua apparente incapacità di potersi esprimere al meglio delle sue enormi potenzialità, per un fattore fisico o, chissà, psicologico. Ma poi, nel secondo tempo, le due giocate del campione: prima fa partire il contropiede, si prende il fondo con uno strappo e serve a Strelec il pallone del pareggio, poi controlla al limite e trova la porta con il più classico (e il più bello) dei “tir a gir”. Un gol strepitoso che decide la gara e apre a una stagione da protagonista. “CHE CE FREGA DE POBEGA, NOI C’AVEMO KOVALE’: KOVALEEEEEEEEEE, KOVALEEEEEEEEEEEE”

Strelec 7: l’altro man of the match. Neanche lui fa una grande partita, diciamoci la verità: nel primo tempo si accende prima col cross al bacio sul quale Salcedo prende la traversa e poi su uno strappo interessante ma subito sprecato. Però, nel secondo tempo, conta tantissimo quel sinistro scagliato di qualità e cattiveria sotto la traversa: un gol importante, tanto per lui, alla prima (ricordiamolo, PRIMA) da titolare in Serie A, quanto per la squadra, che da quel momento inizia a giocare, e il tifo, che si era addormentato dal gol in poi. Da come si muove non sembra neanche un ventenne. Bravo David.

Dal 68′ Verde 6: senza infamia e senza lode. Non trova la giocata o il gol come contro il Milan, ma non commette neanche errori grossolani: semplicemente aiuta la squadra prima a trovare il vantaggio e poi a proteggerlo, e questo è apprezzabile.

Salcedo 6,5: bene, ma non benissimo. Non sempre attivo, nel vivo dell’azione, anche a causa della sua posizione al centro della trequarti, non esattamente il suo pane quotidiano: nonostante ciò, nel primo tempo lo ferma solo la traversa e nel secondo il riflesso prodigioso di Belec. Sotto la doccia in anticipo, proverà a sbloccarsi la prossima volta: fiducia nel ragazzo.

Dal 74′ Podgoreanu 6,5: il jolly di Thiago, e che jolly! Dopo l’esordio in nazionale subentra oggi per trovare il gol vittoria, e dopo soli due minuti si inventa un gran dribbling al limite e vede Kovalenko libero nella mattonella del gol. Tanta grinta in un finale burrascoso, il ragazzo c’è: vediamo se si confermerà, per oggi bravo.

Antiste 6,5: può fare di meglio. Cercato tanto, soprattutto nel primo tempo, ma mai in grado di trovare la giocata giusta, lo strappo, o anche solo il tiro nello specchio. In suo favore, però, il fatto che corra come un dannato fino all’ultimo secondo, tanto da essere bloccato da crampi durante un contropiede. Mai disprezzare l’impegno di un giocatore.

Nzola 6-: inizio bomba, con tanta corsa e determinazione su ogni pallone, poi si spegne progressivamente. Brutto gesto nella sostituzione, sono cose che non tollero mai: deve regolarsi. Può fare molto, ma molto, ma molto di più, dentro e fuori dal campo. Il Picco è con te, M’Bala.

Dal 68′ Manaj 4,5: vi ricordate quando ho detto “per oggi niente insufficienze”? Ecco, credo che mi concederò una piccola eccezione: perché se Nzola almeno ci prova, lui non ci prova neanche. Ok, era con le nazionali, quello che volete, ma entra già stanco, più stanco di quelli in campo: non riesce neanche a proteggere due palloni alla bandierina, perché il secondo lo regala agli avversari. Corona la sua prestazione da sogno con un giallo. Indimenticabile.

Mister Thiago Motta 7: come sono felice di poter promuovere anche lui oggi. Finalmente sceglie Provedel e gli viene data ragione; Gyasi terzino non è solo una scelta obbligatoria, ma è anche coraggiosa, dato che molti altri allenatori avrebbero preferito magari un Primavera o il cambio di modulo a un giocatore adattato; le quattro punte davanti, in attesa del ritorno di giocatori fondamentali al nostro modulo come Bastoni e Bourabia, sono una scelta interessante e che viene premiata a fasi alterne della partita; i cambi sono pochi, ma tutti e tre corretti, e continuare a spingere su giovani come Strelec e Pogdoreanu sta dando i suoi frutti. C’è da dire che il gol preso è “da polli“, che abbiamo sbagliato decisamente troppi passaggi a centrocampo e che lì davanti certe azioni vanno finalizzate, ma come dice il Mister stesso nell’intervista post-partita “Oggi voglio solo godermi la vittoria“: Thiago scaccia via i fantasmi dell’esonero e si riprende meritatamente la fiducia di squadra e società, con tre punti fondamentali nella corsa alla salvezza; bellissima l’immagine di fine partita, con l’abbraccio tra il Mister, decisamente provato, e i tifosi lì vicini. Venerdì si va al Ferraris contro la Samp, squadra tosta ma non imbattibile: punti in più farebbero sicuramente comodo. Sempre e comunque forza Spezia! E oggi anche forza Mister!

La bellissima immagine di fine partita: il Picco sta con Thiago, e Thiago lo sa.

La “Pagella Bonus” di oggi va a:

I Minuti di Recupero 8: prestazione incredibile, con cuore e determinazione, sembravano non finire mai. Bravi.


Eh sì, è finita.

E voi, avete visto la partita? Cosa ne pensate?

Vi ringraziamo per la vostra attenzione e vi auguriamo un buon proseguimento di giornata.

Mattia Bon e Francesco Chiappini, 2^EU