Tutto è Numero, matematica ma non solo

Siete appassionati di matematica? Sapete fare 6×9? Allora questo articolo fa al caso vostro!


Tutto su “Tutto È Numero”:

Ogni anno si svolge a Caldè, un piccolo paesino sulle rive del Lago Maggiore, il festival di giochi e cultura matematica “Tutto È Numero“. Durante questa manifestazione, nell’ultima settimana di luglio, è possibile seguire lezioni di diverso livello su argomenti che molte volte non vengono trattati a scuola, ma comunque molto utili nell’ambito dei giochi matematici e interessanti per risolvere i problemi senza l’utilizzo di formule complicate.

Tutto È Numero nasce nel 1995 e dal 2001 si occupa principalmente di allenare la nazionale italiana in vista della finale internazionale a Losanna. La manifestazione è aperta a chiunque abbia voglia di mettersi alla prova imparando cose nuove e divertendosi; a questo scopo viene organizzato annualmente un torneo a squadre di giochi da tavolo provenienti da tutto il mondo, oltre che progetti sempre nuovi come cacce al tesoro a sfondo culturale o escursioni sulle montagne circostanti. L’età dei partecipanti varia solitamente dagli 11 ai 25 anni, ma anche bambini più piccoli o adulti sono invitati a partecipare, scegliendo le lezioni da seguire in assoluta autonomia, a seconda del proprio livello.

Il festival è anche preso come punto di ritrovo per molti appassionati di scienza e matematica che ogni sera organizzano conferenze, coinvolgendo in modi del tutto inaspettati. Sfrutta Caldè anche la federazione italiana di Sudoku, che organizza durante il festival il Campionato nazionale under 18.

La mia esperienza al festival:

Ciao a tutti i lettori di Ermes che sono arrivati fino a qua! Mi chiamo Sara, ho 15 anni e oggi vi racconto la mia passione per i giochi matematici.

Ho conosciuto i giochi matematici per la prima volta in prima media: quell’anno sono riuscita a passare le semifinali e, in occasione della finale alla Bocconi, sono venuta a sapere di Tutto È Numero. All’inizio ero intimorita e non molto convinta di volerci andare, perché pensavo fosse qualcosa di troppo difficile per me, che non rientravo neanche lontanamente nei 5 della nazionale che sarebbero andati a Parigi (a quel tempo la finale internazionale si svolgeva lì, lo scorso anno è stata spostata a Losanna ma, purtroppo, è saltata per il covid). Per fortuna i miei genitori sono riusciti a convincermi a provare: è stata un’esperienza indimenticabile che mi ha convinta a tornare a Caldè l’anno dopo e quello dopo ancora.


La prima edizione a cui ho partecipato era quella del 2018, avevo 11 anni ed ero nel gruppo dei più piccoli, i nuovi arrivati, c’era poi quello dei giovani delle superiori e un altro per i maturandi e il resto degli adulti. Ogni gruppo aveva il suo insegnante: il mio era Giorgio Dendi, un matematico di Trieste appassionato di enigmistica, anagrammi e tabelle. Sì, tabelle. Se c’è una cosa che ricordo dei 3 anni passati nel corso di Giorgio sono proprio quelle, perché per lui ogni problema era da prendere, mettere in una griglia e analizzare. Immagino sia stata l’edizione più stancante per me, perché alla routine già molto pesante – composta da matematica di mattina, pranzo, matematica fino alle 5, cena e conferenze – si aggiungeva il fatto che ero in un mondo tutto nuovo.

Del mio primo anno a Caldè ricordo anche il torneo di giochi da tavolo a squadre. Ero in gruppo con altri bambini, alcuni dei quali ho ritrovato dopo qualche anno e sono ancora miei amici. Sinceramente non sono grandi ricordi. Non tanto per la squadra, il problema è che gareggiavamo contro adulti, che in alcuni casi erano anche gli stessi ideatori dei giochi a cui partecipavamo. Insomma, è stato un bagno di sangue quel torneo.


L’anno dopo è andato meglio. Nel 2019 ho trovato un nuovo gruppo con il quale ho passato tutto il tempo al festival. Giocavamo a briscola, facevamo i giochi matematici e giocavamo a briscola di nuovo. A pranzo, mentre mangiavamo, giocavamo a burraco. E la stessa storia si è ripetuta per 5 giorni consecutivi. Il lato negativo di quell’anno è stato che alla fine ci siamo dovuti salutare, consapevoli di non poterci ritrovare per un anno.


E invece è arrivata la pandemia e… BOOM! Non ci siamo visti per due lunghi anni.

L’edizione 2020 è stata incerta fino a poche settimane prima dell’inizio: si poteva fare o non si poteva fare? Niente, non si poteva fare. Potrei dire che è stato bello comunque anche online ma in realtà tutta la magia si è dissolta, non era la stessa cosa. Il lato positivo è che essendo stati pochi a partecipare sono riuscita a vincere il torneo conclusivo. Quindi è andata male ma non malissimo.

E finalmente, dopo due anni di attesa, siamo arrivati a “Tutto è numero 2021”

Ah, questa è stata in assoluto la mia edizione preferita. I giochi mi sono andati malissimo perché sono passata di categoria ed ero insieme a ragazzi fino ai 18 anni, però mi sono divertita e l’importante è questo. Ho ulteriormente allargato il mio cerchio di amicizie in giro per l’Italia, soprattutto grazie a un gioco che facevamo tutte le sere, come alternativa alle conferenze che sono state annullate: Lupus in Fabula. Se non lo conoscete cercatelo su internet, è in assoluto il gioco più nerd, quello classico che fanno gli appassionati di scienze. Ci mettevamo in cerchio seduti in mezzo alla piazza e, visto che il 90% del gioco si svolge a occhi chiusi, sembrava stessimo facendo un qualche rituale satanico (scena che si è ripetuta più volte, come quando un pomeriggio eravamo in spiaggia a cantare l’Inno alla gioia in latino).

Una cosa che ho imparato quest’anno è il teorema cinese del resto. A cosa serve? Ben poco. È difficile? Un bel po’. Però dà una bella sensazione dire di conoscerlo? Sì, un sacco. Lascio a voi scoprirlo su internet.

Un’altra curiosità: se A=1, B=2, C=3… CENTO=57. Non vi sembra possibile? Invece è proprio vero perché C+E+N+T+O=3+5+14+20+15=57. Riuscite a trovare il minor numero la cui “somma” delle lettere è uguale al numero stesso? Aspetto le vostre risposte nello spazio per i commenti, in fondo all’articolo.

Riuscite a trovare il minor numero la cui “somma” delle lettere è uguale al numero stesso?

Aspetto le vostre risposte nello spazio per i commenti, in fondo all’articolo.

Vi lascio con un altro aneddoto. Una sera io e il mio gruppo eravamo in piazza a Caldè, proprio davanti al circolo in cui si svolgono tutte le attività. Erano circa le 23.30. Una donna si avvicina a noi e ci chiede: “Ma voi siete quelli della matematica?” “” “Ma allora sapete proprio tutto? Tipo, se vi chiedo la tabellina del 9?” Poco dopo arriva un uomo che ci chiede: “Quanto fa 6×9?” E questa è la storia di come 54 è ora un numero speciale per me. Speciale come il mio gruppo di amici, con la passione per i numeri.

Ti piacerebbe partecipare alla prossima edizione? Scrivi nei commenti!

P.s. Soprattutto se sei una ragazza. Qui sono praticamente tutti maschi e voglio un’amica.

Sara Sigolo