Maria Luisa Inversini, Prefetta della Spezia, al Liceo Costa

Una lectio magistralis per gli studenti: l’incarico istituzionale richiede impegno, responsabilità e vicinanza alla cittadinanza.

Buongiorno e bentornati cari lettori di Ermes. Oggi vi proponiamo una nuova videointervista “Parla con me” a S.E. Maria Luisa Inversini, Prefetta della Spezia. L’incontro si è svolto in data 29 Luglio a cura di Alessandro Federici, Martina Tudisco e l’intera redazione del Costa.

FOCUS ON: MARIA LUISA INVERSINI

Nata a Gavirate, frequenta il Liceo in un piccolo Comune sul lago di Varese e si laurea in Giurisprudenza a Milano all’Università Cattolica. Dopo vari incarichi all’interno della sua Regione, a Maggio 2020 è stata nominata Prefetta della Spezia.


Come nostra consuetudine, l’intervista prevede una parte iniziale legata alla conoscenza della storia personale dell’intervistato, dalla formazione al raggiungimento di importanti traguardi lavorativi. La dott.ssa Inversini in prima battuta si confessa molto emozionata a tornare in un Liceo classico dopo tanti anni, lei che lo aveva frequentato e in cui si era diplomata prima di proseguire l’Università a Milano, laureandosi poi in Giurisprudenza. In relazione al traguardo professionale la stessa ammette che, mentre il “percorso scolastico è stato molto normale”, la cosa eccezionale per una “varesotta” è stato aver partecipato ad un concorso per il Ministero dell’Interno, ci dice sorridendo e ripensando al suo passato.

Alla richiesta di quali siano i suoi rapporti con il mondo della scuola, risponde che continua a mantenere contatti molto proficui tramite la promozione di corsi formativi e informativi; in futuro afferma di voler farsi portavoce di altri progetti con i ragazzi, includendo anche temi delicati e importanti per sensibilizzare le fasce più giovani, su tematiche come la violenza, il bullismo e il cyber bullismo. Alla domanda sull’utilizzo dei social risponde che sono un luogo virtuale molto importante in cui si realizza una parte significativa della comunicazione ma non possono sostituire i canali istituzionali a cui ci si deve rivolgere, con le modalità opportune.

Successivamente le chiediamo quanto pensa che i giovani comprendano veramente del suo ruolo. Sostiene che non tutti sanno quale sia la sua funzione, anche tra i meno giovani, perché si trova “fra la politica e l’amministrazione, non perché sia un ruolo politico ma perché certi temi hanno risvolti complessi ed è facile confondere i compiti”. L’impegno, costante e continuo, non la vede mai staccare. Pertanto, alla domanda sulla conciliazione di lavoro e famiglia, ci spiega che si tratta di un lavoro senza orari “può porsi un problema di notte e tu ci devi essere, sabato e domenica non esistono… se squilla il telefono” dice e aggiunge che si sente una privilegiata in quanto tutto ciò le è stato permesso anche da “un’organizzazione familiare che è sempre stata molto efficiente e al suo fianco”, come non sempre avviene per molte donne che lavorano a tempo pieno.

Gli strumenti che privilegio sono il dialogo e il confronto. Credo che senza di essi non sia possibile gestire un territorio.

La Prefetta continua ribadendo che la sfida più difficile incontrata nella sua carriera è stata la gestione dell’emergenza generata dal Covid-19 e soprattutto questo momento in cui c’è, da una parte una gran voglia di ripresa e di libertà e dall’altra il rispetto delle regole che hanno permesso l’uscita da questa situazione di crisi. “Compito mio”, dice, “è capire come riuscire a conciliare e bilanciare questa voglia di normalità con il rispetto del dettato normativo”.

Alla domanda su quali siano al momento le sue priorità, ritiene che ancora una volta sono dettate dal Covid. Al momento c’é la gestione del Green Pass e di tutto ciò che è connesso. Con una similitudine ci spiega efficacemente in che modo la sicurezza sia correlata al suo ruolo: “è come un’orchestra che suona insieme, il compito del Prefetto è quello di dirigerla”.

In relazione ai rapporti con la cittadinanza, afferma di aver trovato un’ottima accoglienza a tutti i gradi delle Istituzioni e di riconoscere nei cittadini una grande azione di partecipazione. “La Spezia è una realtà felice perché c’è una consolidata tradizione di collaborazione”. Ad un anno dal suo insediamento “il bilancio è sicuramente positivo e i rapporti con le istituzioni sono ottimi” e ci racconta che con Confindustria, in particolare, è stato sottoscritto il protocollo del Caporalato. Di questo momento della sua vita conserverà, quindi, non solo i rapporti con le persone e la bellezza del territorio ma anche un’esperienza di coesione importante.

Si congeda, poi, con un consiglio motivante “guardate al domani, perché c’è e bisogna lavorare per questo, alla vostra età il tempo sembra infinito, ma ogni momento deve essere impegnato per costruirsi, non necessariamente su un libro ma in tutti i modi”.

Si conclude l’appuntamento odierno di “Parla con me”, ringraziamo ancora S.E. Maria Luisa Inversini per la disponibilità e speriamo che questo articolo sia stato di vostro gradimento. Per un’esperienza più completa vi consigliamo la videointervista integrale che potete trovare in fondo a questo articolo o sul canale Youtube del Liceo Costa.

Alessandro Federici IC, Martina Tudisco IEU