Giacomo Raul Giampedrone… Mutatis mutandis

Assessore ma non troppo. Passione, impegno e soluzioni: il punto di vista dell’Assessore regionale.

Buongiorno cari lettori e benvenuti su Ermes, neonato blog spezzino con sede al Liceo Classico L. Costa. Con questa prima uscita siamo lieti di comunicarvi che è stata ufficialmente inaugurata una nuova serie di videointerviste a cura della nostra redazione che, con questo progetto, si pone come obiettivo quello di portare alla vostra attenzione alcune tra le voci della nostra realtà.

Durante il primo incontro, registrato giovedì 8 luglio, è stato con noi l’Assessore regionale Giampedrone, intervistato da Francesca Castiglia ed Elisa Ruggeri.


FOCUS ON GIACOMO RAUL GIAMPEDRONE:

Classe ‘81, è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Parma e ha un master dal titolo “Alta formazione in Conciliatore professionista”. Dopo gli incarichi di Consigliere comunale di Ameglia, Sindaco di Ameglia e Consigliere provinciale di La Spezia, nel 2015 entra a far parte del Consiglio regionale della Liguria diventando assessore nella Giunta Toti. Tra le sue deleghe troviamo: Lavori pubblici, Infrastrutture e Viabilità, Ciclo delle Acque e dei Rifiuti, Difesa del Suolo, Ambiente e Tutela del territorio, Ecosistema costiero, Antincendio Boschivo, Protezione Civile, Emergenze, Partecipazioni Regionali.


Dopo i ringraziamenti del nostro Dirigente Scolastico Franco Elisei, l’assessore ci racconta qualcosa sui ricordi del liceo, che “ha arricchito il suo percorso di vita”: «Ho alcuni professori che porto nel cuore perché mi hanno aperto su strade che in quel momento non conoscevo», sottolineando con enfasi e convinzione quanto sia importante indirizzare i ragazzi, accompagnandoli verso le loro attitudini. Si sposta poi sul suo attuale ruolo politico, spiegandoci cosa significhi effettivamente trovarsi di fronte a situazioni problematiche da risolvere: «Gestire una tragedia è certamente un compito molto gravoso, ma fare tesoro di quella per costruire un futuro migliore è uno degli elementi fondamentali di protezione civile.»

Mostrandosi particolarmente appassionato e legato alla propria professione, con un esempio della sua “giornata tipo”, l’Assessore ci fa notare come, in realtà, la quotidianità di chi affronta le emergenze non finisca mai: «Il mio telefono è sempre acceso», dice, e si riesce a percepire pienamente come questo non rappresenti per lui un peso, quanto la doverosa azione di chi è deputato a intervenire, agendo con sollecitudine e tempestività. Alla domanda sul grado di soddisfazione dei risultati conseguiti, egli sostiene che alla data odierna, in una regione “pur tanto bella quanto fragile”, essere dei buoni amministratori non sia soltanto dare risposte immediate ma anche riuscire a guardare oltre, con provvedimenti di lungo termine che possano essere significativi anche per l’efficacia della futura azione amministrativa.

In relazione alla situazione attuale, il nostro ospite si è concentrato sull’emergenza del Coronavirus sottolineando, da una parte il positivo riscontro dei cittadini liguri alla campagna vaccinale, dall’altra la differenza tra un’emergenza di tipo infrastrutturale e una pandemia: «Quando avviene il crollo di un ponte hai una zona che noi chiamiamo “cratere”, cioè un’area ferita, una zona emergenziale da cui più ti allontani, più si vive una vita normale. La pandemia invece ci ha globalizzati nella gestione delle emergenze»… una zona che non ha confini.

Non si può fare politica, come qualsiasi altro mestiere o attitudine, senza una passione quotidiana. Io mi alzo la mattina e sono contento di quello che faccio. Lo faccio con tutta la passione e l’impegno di cui sono capace.

Parlando di ambiente, egli afferma che si tratta di una “sfida per il futuro”. La direzione per rendere la Liguria sempre più ecologica è triplice: da una parte c’è la gestione del servizio idrico, su cui puntare con maggiori investimenti, dall’altra c’è la necessita di salvaguardare le nostre coste, che rappresentano buona parte dei nostri confini, infine il riciclo dei rifiuti, che deve essere fatto puntando sempre di più sull’incremento della raccolta differenziata.

L’Assessore crede nella correttezza delle proprie scelte, anche se dice di dover scendere a volte a compromessi, perché è così che funziona la politica: bisogna trovare una soluzione che in qualche modo possa rispondere alle esigenze dei più.

A questo punto il tono dell’assessore si fa più cupo e riflessivo, nel momento in cui ricorda il crollo del ponte Morandi: «Arrivare là sotto mezz’ora dopo il crollo è veramente stato qualcosa che mi segnerà per tutta la vita […] quel ponte era il ponte dei liguri, tutti passavamo su quel ponte, significa che su quel ponte ci potevamo essere tutti noi; quella ricostruzione è certamente l’esperienza più difficile ma anche la più gratificante, perché siamo riusciti in un anno e mezzo a ripristinare il collegamento fra una parte e l’altra della città e della Liguria, perché quel ponte ha spezzato la nostra regione oltre aver portato via quarantatré vittime che non potremo mai dimenticare […] i familiari dicono di aver pagato un altissimo prezzo per quel ponte e vogliono che che le morti dei loro cari non siano state invano.» Parole che catturano l’attenzione dei nostri spettatori, coinvolgendoli con il loro messaggio e che si concludono con la seguente proposizione augurale «cercate di pensare non solo a voi stessi ma anche a chi vi sta vicino, a chi avete a casa, anche e soprattutto al vostro futuro.» 

Prezioso consiglio con cui il nostro Assessore, che abbiamo avuto il piacere di ospitare e intervistare, si congeda. 

Con la speranza che questo articolo vi abbia suscitato interesse, vi consigliamo di visionare la videointervista in versione integrale, che troverete sempre sul nostro blog. A presto!

Francesca Castiglia IEU, Elisa Ruggeri IEU